Agrigento 14/07/2026 – Guardia medica di Favara, la Cgil Agrigento: “Inaccettabile lasciare un territorio senza un presidio sanitario essenziale. Servono soluzioni immediate e definitive”.
A seguito delle numerose telefonate e delle segnalazioni di protesta ricevute da cittadini e utenti per la chiusura della Guardia Medica di Favara, la Cgil di Agrigento è immediatamente intervenuta per chiedere chiarimenti e sollecitare il ripristino del servizio. La Cgil ha pertanto contattato la Direzione del Dipartimento Cure Primarie dell’Asp di Agrigento, dalla quale è stato riferito che dal 1° luglio 2026 è entrata in vigore la nuova normativa che riorganizza la medicina del territorio circostanza che avrebbe determinato le criticità registrate nelle ultime settimane.
Nel corso dell’interlocuzione, l’Asp ha comunque garantito il ripristino del servizio di Guardia Medica di Favara a partire da oggi e fino a giovedì prossimo, impegnandosi contestualmente a rappresentare la problematica all’Assessorato Regionale alla Salute, unico organismo deputato ad individuare una soluzione strutturale e definitiva. «Prendiamo atto dell’impegno assunto dall’Asp e del ripristino temporaneo del servizio, ma riteniamo inaccettabile che una comunità importante come Favara possa anche solo per pochi giorni rimanere priva di un presidio sanitario essenziale», dichiara il Segretario Generale della Cgil Agrigento, Alfonso Buscemi. «Per quanto ci riguarda – prosegue Buscemi – la Cgil continuerà ad esercitare il proprio ruolo di vigilanza e di stimolo nei confronti dell’Asp di Agrigento affinché, nelle more della definizione della soluzione definitiva da parte dell’Assessorato Regionale, venga individuata e garantita ogni soluzione organizzativa anche temporanea che assicuri la continuità del servizio e tuteli il diritto alla salute dei cittadini di Favara e del territorio». La Cgil Agrigento seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda e continuerà a raccogliere le segnalazioni dei cittadini affinché nessun arretramento venga consentito sul fronte dei servizi sanitari territoriali.
Il Segretario generale Alfonso Buscemi